La fine delle terza stagione di Pasturs

Dopo i 100 volontari coinvolti nelle precedenti edizioni, anche quest’anno 50 giovani volontari provenienti da tutta Italia hanno raggiunto i 9 alpeggi impegnati nel progetto. Grande entusiasmo e soddisfazione da parte dei partecipanti che confermano: il volontariato migliora la convivenza tra pastori e grandi predatori.

I 50 volontari scelti tra oltre 200 candidati impegnati in 9 alpeggi delle Alpi orobiche bergamasche avevano un obiettivo comune: migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori mitigando il rischio di predazioni sul bestiame domestico.

Al progetto hanno collaborato Cooperativa Eliante Onlus, Parco delle Orobie Bergamasche, WWF Bergamo-Brescia e Coldiretti Bergamo, supportati da Regione Lombardia, il progetto LIFE Natura che Vale e Almo Nature/Fondazione Capellino.

IL LAVORO DEI VOLONTARI

L’edizione 2018 di Pasturs ha confermato la straordinaria voglia di impegno e di coinvolgimento dei giovani da tutta la Lombardia ma non solo, con volontari provenienti anche da Firenze e Susa (TO); dopo i 100 volontari coinvolti nelle edizioni 2016 e 2017, il 2018 ha visto la partecipazione di altri 50 giovani selezionati su oltre 200 candidati, numero significativo se si pensa che la raccolta delle adesioni è iniziata solo a maggio inoltrato.

Aiutati dai pastori già coinvolti dal progetto nelle precedenti edizioni, i volontari hanno continuato quello che i loro colleghi avevano lasciato in sospeso; dopo essere stati formati dagli esperti del progetto, durante la stagione estiva i volontari hanno raggiunto gli alpeggi per aiutare i pastori nelle loro attività quotidiane e nella gestione delle misure di prevenzione volte a mitigare il conflitto tra pastorizia e grandi predatori, come il montaggio e lo smontaggio delle recinzioni elettrificate, la sorveglianza delle greggi e la gestione dei cani da guardiania.

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GLI ALPEGGI COINVOLTI

Nove gli alpeggi sul territorio del Parco delle Orobie bergamasche che hanno partecipato al progetto: Alpe Cardeto di Renato Balduzzi, Alpe Vodala di Silvestro Maroni, Alpe Grabiasca di Fabio Boni, Alpe Zo di Massimo Balduzzi, Alpe Fontana Mora di Aldo Pasini, Alpe Neel di Pietro Zuccheli, Alpe Manina di Andrea Morelli, Alpe Venano di Giuseppe Salvi e Alpe Flesh di Massimo Biondi, con un’altitudine massima di 2328 m s.l.m e ben 7280 ovini di razza “pecora bergamasca”, 313 caprini, 284 bovini e 72 equini coinvolti.

I pastori coinvolti considerano ormai Pasturs un supporto concreto e indispensabile alla loro attività sia dal punto di vista pratico, sia per tutelare e valorizzazione i prodotti derivanti dai propri allevamenti, in particolare dalla pecora bergamasca, utilizzando la tematica dei grandi predatori come elemento di differenziazione positiva del territorio orobico, dei servizi che esso offre e dei prodotti caratteristici della zona.

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I NUOVI PARTNER DI PASTURS

Terminato il supporto di Fondazione Cariplo, fondamentale per consentire l’avvio di Pasturs, il 2018 ha visto nuovi partner sostenere il progetto. Oltre al sostegno di Regione Lombardia e del progetto LIFE Gestire 2020 “Natura che vale”, Pasturs si è avvalso della preziosa collaborazione di Almo Nature/Fondazione Capellino, che ha contribuito alla gestione dei cani da guardiania donando ben 275 sacchi di cibo per cani, per un totale di circa 3 tonnellate.

“Anche il 2018 ha visto Pasturs dare un contributo importante alla convivenza tra pastorizia e grandi predatori sulle Orobie bergamasche” ha commentato Mauro Belardi, presidente della Cooperativa Eliante. “Il lavoro dei volontari e dei partner del progetto ha confermato la validità della nostra strategia, riconosciuta anche a livello comunitario. L’aver stretto partnership importanti come quella con Almo Nature/Fondazione Capellino non fa che aumentare la nostra convinzione che Pasturs possa dare risultati ancora migliori nei prossimi anni”.

 “Almo Nature/Fondazione Capellino condivide gli importanti valori etici alla base di questo progetto. È per questo che lo sosteniamo in prima persona – commenta Camila Arza Garcia, inviato solidale di Almo Nature – Abbiamo donato un totale di 3.300 kg di mangime per sostenere quegli allevatori e pastori che hanno scelto la via della prevenzione e hanno deciso di proteggere in maniera naturale, nel pieno rispetto della biodiversità, il proprio bestiame domestico contro gli attacchi da predatore. Bisogna favorire la relazione tra allevatori e natura perché crescere nelle diversità rappresenta un valore aggiunto economico e sociale anche per gli allevatori”.

Il sostegno al progetto Pasturs rientra nell’azione Reduce The Conflict del progetto europeo Farmers&Predators di Almo Nature/Fondazione Capellino che da gennaio ad oggi ha sostenuto oltre 460 cani da guardiani in Italia e che ha come obiettivo la salvaguardia degli spazi necessari alla sopravvivenza dei grandi mammiferi e la convivenza pacifica tra predatori e umani.

Chi compra oggi Almo Nature contribuisce alla difesa dei valori essenziali per la vita e partecipa in maniera diretta a queste iniziative. L’azienda infatti, per decisione del suo fondatore, è stata donata interamente alla Fondazione Capellino costituita con il solo fine di promuovere, ovunque nel mondo, progetti in difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità dando a chi compra Almo Nature un concreto strumento di trasformare il profitto di ogni crocchetta o lattina, già riconosciute per la loro alta qualità, in progetti solidali a vantaggio esclusivo degli animali e della natura. Un innovativo modello economico-sociale che lavora per l’interesse generale e non più per interessi privati, in cui Almo Nature diventa uno strumento economico a completa disposizione degli animali, della biodiversità e di coloro che condividono l’idea che sia necessario un nuovo patto tra gli umani con tutte le altre vite.

 

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