Si conclude con successo la sesta edizione di Pasturs, che ha coinvolto 60 volontari e 9 alpeggi, grande soddisfazione tra i partecipanti, già pronti a ripetere l’esperienza

Bergamo, 3 settembre 2021

Dopo 12 settimane di alpeggio, scendono a valle gli ultimi volontari che hanno preso parte al Progetto Pasturs nell’area del Parco delle Orobie bergamasche.

60 volontari (dai 18 anni ai 45 anni) appositamente formati hanno dedicato il loro tempo ad aiutare gli allevatori coinvolti del progetto.

L’avventura è cominciata a giugno, quando si è tenuto il corso di formazione dei volontari, servito a farli entrare nel giusto clima e metterli al corrente delle più importanti tematiche e modalità di comportamento da tenere in alpeggio. Dopo queste due giornate di formazione, i volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando i pastori nel loro lavoro. In particolare, i volontari si sono occupati della sorveglianza del gregge, di montare e smontare le recinzioni elettrificate, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani, sensibilizzato i turisti e gli allevatori sulle tematiche di tutela della biodiversità oltre ad essere stati di aiuto nelle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, fare il fieno, aiuto nella gestione delle pecore malate ecc.).

Pasturs ha messo in contatto il mondo degli allevatori con altre persone che hanno una provenienza diversa, persone che vivono e lavorano in contesti diversi, studenti, veterinari, appassionati di montagna, ecc. valorizzando le tradizioni umane e facendo conoscere il mondo dell’allevamento transumante e i prodotti che ne derivano.

I volontari sono entrati a far parte della vita delle famiglie degli allevatori che li hanno ospitati, aiutando nella vita di tutti i giorni e scambiando esperienze, instaurando spesso amicizie profonde e condividendo le difficoltà della vita in alpeggio.

Gli studenti universitari, inoltre, hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea.

Il progetto ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani provenienti da tutta Italia. L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatti i partecipanti tanto che il 90% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2022.

“…Si comprende che in fondo sono ben poche le cose che servono e quelle a cui essere grati, abbiamo sbagliato tutto nel nostro modo chiassoso, affollato ed effimero di prendere la vita. Aridi di cuore ed emozione. Stanchi e sfiniti da abitudini troppo lontane dalla nostra natura. Ma come fate a vivere felici nel caos senza questa bellezza? Ho visto albe e tramonti struggenti, nebbia e nuvole, grandine e tanta pioggia ma ho imparato e preso da ogni cosa mi si presentava.  

Mi sento profondamente grata di aver dato un piccolo aiuto in questo mondo dove ho messo solo la punta dei piedi, di aver condiviso, riso e chiacchierato con Pierino che in tante cose mi ricordava il nonno, di essere stata forse una piccola porta sul mondo là fuori per lui, di aver avuto in cambio un arricchimento e una crescita personale che nessun’altra cosa sarà mai in grado di donare. Per me è stato un luogo dell’anima e lì resta un pezzo di cuore…” Racconta Cristina, volontaria in Alpe Neel

“…È un ‘esperienza che coinvolge e scuote tutti i sensi, la vista può spaziare a 360 gradi  su montagne, panorami e orizzonti meravigliosi, i colori del cielo cambiano spesso durante la giornata e sembrano infiniti.  Il profumo dell’aria fresca al mattino e della stufa accesa alla sera, l’accarezzare un agnellino o la lana della pecora e toccare la roccia e l’erba per arrampicarsi per arrivare al pascolo. I gusti semplici di quello che può arrivare in baita, pane, salumi e formaggi fatti proprio dal pastore e un bel bicchiere di vino in compagnia.  Lo scampanellio del gregge, il fischio della marmotta e le lunghe chiacchierate con Aldo. Il silenzio che ti avvolge, lì è delicato e puoi rimanere un po’ con te stesso. Lì dove l’uomo riesce ancora a vivere CON la natura….” Racconta Silvia, volontaria in Alpe Fontana Mora

Pasturs vede in partenariato Cooperativa Eliante Onlus, insieme a Coldiretti Bergamo, Parcodelle Orobie bergamasche, WWF Italia, WWF Bergamo-Brescia e con la collaborazione di Exclusion come partner nutrizionale.

Ulteriori informazioni su:

Web: www.pasturs.org

Facebook: Pasturs

Instagram: progettopasturs

Si chiude con successo la sperimentazione del Progetto Pasturs con gli allevatori del Parco Naturale Mont Avic

Dopo 7 settimane di alpeggio, oggi scendono a valle gli ultimi volontari che hanno preso parte alla sperimentazione del Progetto Pasturs nell’area del Parco Naturale Mont Avic.

Il lupo è una presenza ormai regolare nella nostra regione. Questa specie è una componente preziosa della nostra storia e cultura e una parte importante degli ecosistemi in cui è presente: proprio per questo motivo gode di una elevata tutela a livello europeo e italiano.

Nella convinzione che un’efficace convivenza fra i grandi predatori e le attività zootecniche sulle zone alpine sia realmente possibile, 16 volontari (dai 18 anni di Lorenzo, ai 45 anni di Elena) appositamente formati hanno dedicato parte del loro tempo ad aiutare gli allevatori coinvolti nell’implementazione delle misure di prevenzione dei danni: recinzioni elettrificate, batterie, cani da protezione (spesso ottenuti grazie al finanziamento regionale) e sorveglianza attiva sono stati gli elementi vincenti di questa stagione.

Grazie alle fototrappole installate dal Parco Naturale è stato possibile avere evidenza del passaggio notturno di alcuni esemplari di lupo nei pressi dell’alpeggio di Pra Oursie, oltre a un avvistamento diretto presso La Cerise nelle prime ore serali: il tempo incerto e nebbioso delle prime settimane di sperimentazione ha richiesto particolare attenzione, soprattutto in termini di sorveglianza e contestuale annotazione del comportamento del bestiame, in modo da comprendere al meglio le dinamiche comportamentali degli animali e prevenire eventuali predazioni.

Oltre alla gestione delle misure preventive, i volontari sono entrati a far parte della vita delle famiglie degli allevatori che li hanno ospitati, aiutando nella vita di tutti i giorni e scambiando esperienze, instaurando spesso amicizie profonde e condividendo le difficoltà della vita in alpeggio.

Non ci sono orari qui, si seguono il ritmo degli animali e le loro necessità, che cambiano di giorno in giorno. La stanchezza spesso si fa sentire!” spiega Alessandro, volontario a Pra Oursie, che nella vita si occupa di Sicurezza sul lavoro in ambito ferroviario. “La mia difficoltà più grande? Mantenere la calma quando le mucche si impuntano! Non è così automatico interfacciarsi con animali che ragionano in modi così profondamente lontani dal nostro” chiosa sorridendo Enrico, giovane insegnante di lettere piemontese, volontario con Alessandro a Pra Oursie. “Dall’altro lato è bello stare qui: siamo stati ospitati da una famiglia che ci ha messi da subito a nostro agio e accolti con calore” “Mi sembra di essere qui da sempre – commenta Enrico – la fatica è tanta, ma a volte mi fa addirittura paura il pensiero di tornare alla mia vita di prima”.

Le difficoltà passano in secondo piano, in questo progetto. È un’esperienza che arricchisce sotto tutti i punti di vista – spiega Alice, specializzanda in veterinaria dal Veneto, volontaria a La Cerise – sia dal lato umano (ho potuto apprezzare lo scambio di idee con un allevatore davvero motivato, che ha grande passione e attenzione verso tutti gli animali), sia dal lato professionale: sono potuta entrare in contatto con diverse specie che nel mio corso di studi non avevo mai incontrato!

I ragazzi che abbiamo ospitato ci hanno fornito un grande aiuto, hanno dimostrato sempre una grande disponibilità e molta educazione”, ci racconta Michael, allevatore a Pra Oursie. “Questo è il primo anno che lavoriamo qui ed è stato anche occasione per sperimentare le diverse misure preventive. Abbiamo purtroppo notato che le fascette a più livelli non funzionano con le capre, che tendono comunque ad uscire. I recinti sono molto più efficaci”.

Grazie anche alla collaborazione con la Stazione Forestale competente di Verrès è stato possibile individuare prontamente soluzioni idonee e tempestive in materia di prevenzione danni.

La sera che è comparso il lupo ero con una volontaria” spiega Jean Marie, allevatore a La Cerise, “c’era la finale degli europei, giocava l’Italia e non c’era nessuno in giro, le nuvole erano basse, faceva freddo e avevamo appena ricoverato gli animali. È  stato un attimo, è arrivato abbastanza vicino, ma non aveva un atteggiamento aggressivo. I cani lo hanno messo in fuga subito. È stata un’esperienza emozionante. Da lì abbiamo intensificato la sorveglianza diretta; grazie al contributo dei volontari è stato più facile, noi altrimenti non avremmo tantissimo tempo per farlo”.

Volontari e allevatori si troveranno un’ultima volta per la désarpa, nella seconda metà di settembre, per festeggiare insieme l’esperienza vissuta insieme e, chissà?, darsi appuntamento al prossimo anno!

Oltre al lavoro dei partner di progetto Eliante e Parco Naturale Mont Avic, e al contributo del Comune di Chambave che lo ha patrocinato, la sperimentazione è stata resa possibile anche grazie all’interessamento di CVA spa, che, nell’ambito della filosofia che la contraddistingue, ha inteso sostenere un’iniziativa che dimostra di avere a cuore il nostro territorio, in tutta la sua bellezza e complessità.

Per ulteriori informazioni:

Web: www.pasturs.org

Facebook: Pasturs

Instagram: progettopasturs

Per i giornalisti:

info@montavic.it

spallino@eliante.it

Due escursioni naturalistiche e culturali negli alpeggi di Pasturs!

Appuntamento al 18 luglio e al 4 agosto per conoscere le curiosità, i prodotti della tradizione e le funzioni del pascolo alpino a tutela della biodiversità, ma non solo. Approfondimento sui grandi carnivori e in particolare sul ritorno del lupo nelle Alpi ed il lavoro dei pastori che utilizzano i sistemi di prevenzione dei danni da lupo sulle greggi.

Scopri il programma di seguito! Trattandosi di eventi gratuiti, per permettere a tutti di partecipare chiediamo di registrarsi a un solo appuntamento. Per prenotarsi: progetto.pasturs@gmail.com

18 luglio – Un giorno da pastore tra i sapori della tradizione

4 agosto – Alla scoperta del formaggio in malga e della biodiversità dei pascoli alpini

Eventi realizzati in collaborazione con il Parco delle Orobie bergamasche nell’ambito del progetto WolfAlps EU.

Gli allevatori del Parco Naturale Mont Avic prendono parte al Progetto Pasturs!

Dopo il successo delle precedenti edizioni condotte sulle Alpi Orobiche, il progetto Pasturs giunge nel 2021 alla sua sesta edizione e lo fa ampliando i propri orizzonti: grazie all’interessamento di alcuni allevatori dell’area del Mont Avic e del Parco Naturale che se ne è fatto portavoce, Pasturs sbarca in Valle d’Aosta!

Oltre ai 60 volontari che saliranno in alpeggio ad aiutare gli allevatori bergamaschi nell’adozione di misure di prevenzione danni da predatori, quest’anno circa 20 ragazzi sono stati selezionati e formati per sperimentare questa esperienza in Valle d’Aosta, nella cornice paesaggistica del Parco Naturale Mont Avic e delle sue aree limitrofe.

Pensato per rendere possibile un dialogo costruttivo e assicurare la convivenza fra i grandi predatori (Orso e Lupo) e le attività zootecniche sulle zone alpine, il progetto riparte in sicurezza adeguandosi alle nuove norme imposte dal Covid-19.

Il lupo e l’orso (quest’ultimo esclusivamente nell’area lombarda del progetto) sono una presenza ormai stanziale nel panorama alpino. Queste specie sono una componente preziosa della nostra storia e cultura e una parte importante degli ecosistemi in cui sono presenti: proprio per questo motivo entrambe le specie godono di una elevata tutela a livello europeo e italiano.

Un’efficace convivenza fra i grandi predatori e le attività umane è realmente possibile. Su questo lavora da tempo la Cooperativa Eliante Onlus che da anni porta avanti e perfeziona il progetto Pasturs grazie a diversi partner e alle collaborazioni con i progetti Life (fra cui i recenti Natura che Vale e Euro Large Carnivores).

Quest’anno si avvia un importante partenariato col Parco Naturale Mont Avic, grazie al quale avrà luogo a partire dal 3 luglio la sperimentazione del progetto con due allevatori “pionieri”! Unitamente ai partner, il progetto beneficerà anche del patrocinio del Comune di Chambave (che ospita alcuni pascoli ricadenti nell’area di sperimentazione).

“Obiettivo di Pasturs è ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti dalle possibili incursioni dei grandi predatori promuovendo la coesistenza fra questi e l’uomo – spiega Mauro Belardi, Presidente della Cooperativa Eliante Onlus che gestisce operativamente il progetto – Un’attività che parte dall’ascolto dei soggetti interessati, i pastori principalmente, e propone soluzioni costruite insieme alle persone coinvolte e non calate dall’alto. Grazie anche  ad un approccio antropologico lavoriamo, fin dall’inizio di Pasturs e insieme ai partner del progetto, tenendo conto delle culture locali e di come queste ultime si pongono rispetto ai fenomeni come quello della presenza dei predatori”.

Il Parco Naturale Mont Avic è stato istituito oltre 30 anni fa con la finalità di perseguire, di concerto con le iniziative regionali in materia di aree naturali protette, la conservazione ed il recupero delle risorse naturali e ambientali del territorio della Valle d’Aosta ed è classificato sito di importanza comunitaria anche per la conservazione della fauna selvaticaspiega Davide Bolognini, presidente del Parco Naturale Mont Avic. “In quest’ottica il Parco ha aderito con entusiasmo al progetto Pasturs finalizzato alla ricerca di nuove modalità di gestione dei pascoli che consentiranno la coesistenza dell’allevamento in alpeggio insieme con i grandi carnivori selvatici”.

Protagonisti del progetto Pasturs, oltre ai pastori, sono i  giovani volontari maggiorenni che, adeguatamente formati, vivono per un periodo negli alpeggi con i pastori stessi, per aiutarli ad adottare misure efficaci di protezione del bestiame, quali ad esempio la sorveglianza diretta di greggi e mandrie, l’utilizzo di cani da guardiania educati per lo specifico compito, l’installazione di recinzioni elettrificate mobili, che permettono lo spostamento frequente del bestiame.

I volontari saranno di supporto anche ai turisti che frequentano l’area, raccontando il progetto e sensibilizzando ad un comportamento corretto nei confronti delle attività di alpeggio e dell’ambiente. Il progetto Pasturs contribuisce quindi a uno sviluppo più sostenibile del “sistema montagna” e ad incentivare forme di marketing territoriale, con attività di eco-turismo o con lo sviluppo di prodotti quali formaggi e insaccati prodotti dai pastori stessi.

“Ho un ricordo bellissimo di questa esperienzaracconta un volontario che ha già partecipato al progetto- Le giornate iniziavano al mattino presto, il recinto si trovava a un’ora di cammino dalla baita e andavamo lì due volte al giorno per far pascolare le pecore e per controllarle. Ho anche assistito al parto gemellare di una pecora: non lo dimenticherò mai. È stato un modo coinvolgente e stimolante per conoscere il mondo della pastorizia da vicino, per andare oltre ciò che avevo appreso nei libri di scuola e per confrontarmi con le difficoltà quotidiane di chi svolge questa professione. E tra le difficoltà più sentite c’è sicuramente quella dei grandi predatori, tema chiave di Pasturs.  Sono convinto, infatti, che questo progetto vada nella giusta direzione, poiché spinge volontari e allevatori al confronto per capire come meglio favorire una pacifica convivenza. Per essere d’aiuto, insomma, sia ai pastori sia, al tempo stesso, a lupi e orsi”.

Tornare alla natura dopo un anno di smart working? Si può grazie al progetto Pasturs!

Si cercano 60 volontari pronti a vivere in alpeggio durante la prossima estate

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il progetto Pasturs giunge nel 2021 alla sua sesta edizione!

Dopo un anno di smartworking e video conferenze c’è voglia di tornare al contatto con la natura ed esperienze concrete lasciando a casa il computer.

Chi non ha voglia di andare in montagna? Con ottimismo si cercano 60 volontari che, dopo selezione e formazione, si traferiranno in 10 alpeggi per affiancare gli allevatori nelle loro attività quotidiane di gestione e protezione del bestiame nei mesi di giugno, luglio e agosto. E’ stato fatto uno sforzo notevole aumentando il numero dei partecipanti anche per includere chi era stato escluso lo scorso anno a causa delle restrizioni.

Pensato per rendere possibile un dialogo costruttivo e assicurare la convivenza fra i grandi predatori (Orso e Lupo) e le attività zootecniche sulle Orobie bergamasche, il progetto riparte in sicurezza adeguandosi alle nuove norme imposte dal Covid-19. 

Orso e Lupo sono specie che transitano nel territorio delle Orobie bergamasche da una decina di anni e ormai sono una presenza costante sul territorio. Sono una componente preziosa della nostra storia e cultura e una parte importante degli ecosistemi in cui sono presenti: proprio per questo motivo entrambe le specie godono di una elevata tutela a livello europeo e italiano. 

Un’efficace convivenza fra i grandi predatori e le attività umane è realmente possibile. Su questo lavora da anni la Cooperativa Eliante Onlus che realizza proprio sulle Orobie il progetto Pasturs, insieme a Coldiretti Bergamo, Parco delle Orobie Bergamasche e WWF e con la collaborazione di Regione Lombardia nell’ambito dei progetti LIFE “Natura che Vale” e Life EuroLargeCarnivores. 

“Obiettivo di Pasturs è ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti dalle possibili incursioni dei grandi predatori promuovendo la coesistenza fra questi e l’uomo – spiega Mauro Belardi, Presidente della Cooperativa Eliante Onlus che gestisce operativamente il progetto – Un’attività che parte dall’ascolto dei soggetti interessati, i pastori principalmente, e propone soluzioni costruite insieme alle persone coinvolte e non calate dall’alto. Grazie ad un approccio antropologico e da scienze sociali lavoriamo, fin dall’inizio di Pasturs e insieme ai partner del progetto, tenendo conto delle culture locali e di come queste ultime si pongono rispetto ai fenomeni come quello della presenza dei predatori”.

Protagonisti del progetto Pasturs, oltre ai pastori delle Orobie, sono  giovani volontari maggiorenni che, adeguatamente formati, vivono per un periodo negli alpeggi con i pastori stessi, per aiutarli ad adottare misure efficaci di protezione delle greggi, quali ad esempio la sorveglianza diretta delle greggi, l’utilizzo cani da guardiania educati per lo specifico compito, l’installazione di recinzioni elettrificate mobili, che permettono lo spostamento frequente del bestiame.

I volontari lavorano anche con i turisti presenti nell’area, raccontando il progetto e sensibilizzando ad un comportamento corretto nei confronti delle attività di alpeggio. Il progetto Pasturs contribuisce quindi a uno sviluppo più sostenibile del “sistema montagna” e ad incentivare forme di marketing territoriale, con attività di eco-turismo o con lo sviluppo di prodotti quali formaggi e insaccati prodotti dai pastori stessi.

Fra i tanti alpeggi coinvolti nell’edizione 2021 ci sono Alpe Vodala, Alpe Fontana Mora, Alpe Neel, Alpe Manina, Alpe Fles, Alpe Zo, Alpe Grabiasca, Alpe Venano, Alpe Bellavalle.

Per partecipare al progetto è necessario accedere al sito di progetto https://pasturs.org/iscrizioni/ compilando il modulo di candidatura entro e non oltre domenica 9 maggio 2021.

“Ho un ricordo bellissimo di questa esperienzaracconta un volontario che ha già partecipato al progetto- Le giornate iniziavano al mattino presto, il recinto si trovava a un’ora di cammino dalla baita e andavamo lì due volte al giorno per fare pascolare le pecore e per controllarle. Ho anche assistito al parto gemellare di una pecora: non lo dimenticherà mai. È stato un modo coinvolgente e stimolante per conoscere il mondo della pastorizia da vicino, per andare oltre ciò che avevo appreso nei libri di scuola e per confrontarmi con le difficoltà quotidiane di chi svolge questa professione. E tra le difficoltà più sentite c’è sicuramente quella dei grandi predatori, tema chiave di Pasturs.  Sono convinto, infatti, che questo progetto vada nella giusta direzione, poiché spinge volontari e allevatori al confronto per capire come meglio favorire una pacifica convivenza. Per essere d’aiuto, insomma, sia pastori che, al tempo stesso, a lupi e orsi”.

Per ulteriori informazioni:

naviga nel sito di progetto e visita la pagina facebook www.facebook.com/ProgettoPasturs

Pasturs riparte! La quinta edizione sta per cominciare

Una bellissima notizia: Pasturs riparte! il progetto continuerà anche quest’anno, adeguandosi alle nuove norme imposte dal Covid-19. Nei mesi di luglio e agosto, 30 volontari si trasferiranno in 10 alpeggi per affiancare i pastori nelle loro attività quotidiane di gestione e protezione delle greggi.

L’emergenza sanitaria ha portato con se alcuni aggiustamenti; in particolare, non sono stati formati nuovi volontari per non creare assembramenti durante i corsi di formazione, ma si è chiesto a chi aveva partecipato alle precedenti edizioni di prendere nuovamente parte al progetto. Un appello che è stato accolto con entusiasmo. Nonostante i vari limiti imposti dalla situazione attuale, il cuore del progetto rimane lo stesso: giovani volontari, pastori e cani da guardiania si uniscono per costruire una coesistenza pacifica con il lupo e l’orso. Quest’anno, il valore delle azioni dei volontari è forse ancora più alto, perché va ad intervenire in un’area profondamente colpita dagli effetti del Covid-19.

“Obiettivo di Pasturs è ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti da possibili incursioni del grandi predatori promuovendo la coesistenza fra questi e l’uomo – spiega Mauro Belardi, Presidente della Cooperativa Eliante Onlus che gestisce operativamente il progetto – Un’attività che parte dall’ascolto dei soggetti interessati, pastori per il lupo, agricoltori e apicoltori per l’orso, e propone soluzioni costruite insieme alle persone coinvolte e non calate dall’alto. Grazie ad un approccio antropologico e da scienze sociali lavoriamo, fin dall’inizio di Pasturs e insieme ai partner del progetto, tenendo conto delle culture locali e di come queste ultime si pongono rispetto ai fenomeni come quello della presenza dei predatori”.

La Cooperativa Eliante Onlus è affiancata da Coldiretti Bergamo, Parco delle Orobie Bergamasche e WWF, con la collaborazione di Regione Lombardia nell’ambito del progetto LIFE “Natura che Vale” e del progetto europeo LIFE EuroLargeCarnivores. Tra gli alpeggi coinvolti nell’edizione 2020 ci sono Alpe Vodala, Alpe Fontana Mora, Alpe Neel, Alpe Manina, Alpe Fles, Alpe Zo, Alpe Grabiasca.

Nelle foto, inizia la salita delle pecore verso l’alpeggio!

Il gran finale della quarta edizione di Pasturs

Si conclude con successo la quarta edizione di Pasturs, che ha coinvolto 50 volontari e 9 alpeggi e che ha incassato grande soddisfazione tra i partecipanti, già pronti a ripetere l’esperienza. 

L’avventura dei volontari è cominciata a metà giugno, quando si è tenuto il corso di formazione che è servito a farli entrare nel giusto clima e metterli al corrente delle più importanti tematiche e modalità di comportamento da tenere in alpeggio.

Dopo queste due giornate di formazione, i volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando i pastori nel loro lavoro. In particolare, i volontari si sono occupati della sorveglianza del gregge, di montare e smontare le recinzioni elettrificate, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani, sensibilizzato i turisti sulle tematiche di biodiversità oltre ad essere stati di aiuto nelle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, fare il fieno, aiuto nella gestione delle pecore malate ecc.). Inoltre, gli studenti universitari hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea.

Il progetto ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani provenienti da tutta Italia ma anche da Olanda e Svezia. L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatti i partecipanti tanto che il 90% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2020.

Anche i pastori hanno seguito un corso di formazione e hanno ricevuto in concessione gratuita recinzioni elettrificate e cani da guardiania per proteggere le greggi dalle possibili incursioni dei grandi predatori.

Non solo: lungo i sentieri di Pasturs e negli alpeggi sono stati appesi cartelli informativi per turisti ed escursionisti sui comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da lavoro.

È arrivato il cibo per i cani!

I nostri pastori hanno ricevuto le crocchette gentilmente donate dagli amici di Almo Nature, che anche quest’anno sostengono il nostro progetto.

La crocchette nutriranno i cani da guardiania durante la stagione dell’alpeggio e li manterranno in forze visto il duro lavoro che li aspetta!